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Chi è il Serial Killer

Chi è il Serial Killer

 Chi è il Serial Killer.

Eccoci con la seconda pillola delDizionario di Criminologia‘.

Dopo aver visto cos’è la Criminologia e di cosa si occupa, vediamo oggi di approfondire chi è il ‘Serial Killer‘.

La definizione dell’agente speciale FBI Ressler

Il serial killer, secondo la definizione dell’agente speciale Ressler dell’FBI, che per primo studiò il fenomeno è coniò il termine, viene identificato come colui che ha ucciso in almeno tre occasioni, con quello che possiamo chiamare un periodo di pausa in mezzo a ognuna.

La definizione di Steven Egger: il movente

A questa definizione si aggiunge quella di Steven Egger, del 1990, che sottolinea come il movente non è materiale o monetario, ma si crede che sia la soddisfazione dei desideri dell’assassino di avere il controllo totale sulle sue vittime.

Le tre categorie di omicida seriale

Tre sono le categorie principali:

  1. Seriale (serial killer),
  2. di massa (Mass murder), che uccide quattro o più persone all’interno dello stesso luogo e dello stesso episodio,
  3. compulsivo (Spree Murder), che uccide due o più persone in un  asso di tempo molto breve, in luoghi differenti però contigui, in modo che gli omicidi confluiscano in un unico evento, come se fosse stato colto da un raptus omicida.

John Douglas e le tre parole chiave sul Serial Killer

John Douglas, agente speciale FBI cita tre parole quando parla di omicida seriale:

Manipolazione, Dominio, Controllo.

Secondo Ruben De Luca, criminologo italiano, si può parlare di SK anche con soli 2 omicidi.

Omicida organizzato e disorganizzato

Parlando di chi è il Serial Killer, questi può essere infine organizzato e disorganizzato.

Secondo l’FBI il serial killer è organizzato quando pianifica con accuratezza i suoi delitti. Solitamente sceglie le sue vittime in maniera particolare secondo alcuni legami simbolici che queste avrebbero con lui, ma è comunque probabile che egli non le conosca affatto.

È disorganizzato, quando sente il desiderio di uccidere con pulsioni improvvise senza alcuna organizzazione. Sceglie quindi le sue vittime in modo casuale e abbandona la scena del delitto senza preoccuparsi di eliminare le tracce. Certamente il killer disorganizzato è molto più facile da catturare.

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