Bullo o Criminale

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Come capire se tuo figlio è “solo” un bullo o è a rischio criminalità?

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Descrizione prodotto

 

MIO FIGLIO E' SOLO UN BULLO O E' GIA' UN CRIMINALE?

 

Ed io, come genitore, rispondo per lui?

Queste e tante altre domande si trova a porsi un genitore di fronte ad atteggiamenti violenti ed aggressivi di quello che fino a pochi anni prima era solo il suo piccolo bambino.

 

Cosa accade a un minore quando commette un reato?

 

Cosa si intende per reato, qual è il percorso giudiziario che intraprende, che ruolo ha la vittima, e soprattutto cosa si nasconde davvero dietro le statistiche sulla criminalità minorile?

 

Il Processo Penale Minorile si prefigge come obiettivo la presa in carico del minore che delinque con tutti i mezzi possibili.

 

Ma cosa dire dei reati che avvengono a scuola?

 

Si tratta “solo” di bullismo o di vera e propria criminalità minorile?

 

E infine, quale percorso si trova ad affrontare la vittima, considerando che la vittima di un minore non può nemmeno chiedere danni? Il testo dà una risposta a queste domande, con dati alla mano e storie di minori fuori e dentro il carcere.

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Ascolta la puntata della trasmissione "Sulla Scena del Crimine" tratta dal libro "Bullo o Criminale?"

2 recensioni per Bullo o Criminale

  1. 5 di 5

    :

    Recensione di Lorena Piras su “La Pagina Facebook del libro” 2 novembre 2014

    Simona, ho trovato nel tuo libro uno strumento utilissimo per accedere a un argomento a me poco conosciuto. Ottimo il tuo approccio che va ad affrontare la tematica sia dal punto di vista giuridico che psicologico, soffermandosi su tutti gli “attori”. A partire da autore e vittima, con l’analisi di casi realmente accaduti, hai approfondito e presentato il tutto sia sotto l’aspetto sostanziale che procedurale in maniera chiara e netta. Non solo statistiche e leggi ma persone e pratica… grazie…

  2. 5 di 5

    :

    Recensione di Elisabetta Lodi su “Pubzine” 15 novembre 2012

    Se il lettore fosse alla ricerca di una lettura relativamente breve ma intensa e se nella stessa lettura cercasse anche quelle risposte, a volte troppo scontate, alle tante domande che ogni giorno ci si pone davanti a fatti di cronaca riguardanti minorenni, allora, il nostro lettore, dovrebbe prendere tra le mani Bullo o criminale? di Simona Ruffini.

    Non sono solo titolo e sottotitolo che tendono a colpire, ma la stessa immagine di copertina lascia da subito nel lettore quella voglia di comprendere di che cosa si sta veramente parlando: un bambino, un ragazzo, solo, davanti a un labirinto. E se i muri di questo labirinto rappresentano un dedalo di leggi e articoli giudiziari, allora la cosa si fa più interessante e seria.

    Un percorso intricato che l’autrice delinea fornendo gli strumenti con grande semplicità.

    Come la stessa Simona Ruffini tiene a precisare:
    Questo non è un libro di giurisprudenza, ma ha l’obbiettivo di far comprendere (o almeno tentare) meccanismi che sulla “carta” sembrano ineccepibili, mentre vissuti “sulla pelle” (e qui la formazione e l’esperienza di chi scrive è specifica) risultano devastanti.

    Eppure in questo libro di giurisprudenza ce n’è tanta. I quattro capitoli compongono un quadro esaustivo a proposito del funzionamento della giustizia minorile in Italia e a livello internazionale. L’autrice apre il discorso con il confronto tra ben tre fatti di cronaca, con protagonisti dei ragazzi giovanissimi, per poi passare a un altrettanto interessante excursus legislativo.

    Se nel primo capitolo il tono è lineare, quasi da manuale, a proposito dei vari procedimenti contro i giovani accusati, già nel secondo capitolo tende a cambiare, diventando più aggressivo e polemico, nel tentativo di porre l’attenzione, prima di ogni altra cosa, sulle vittime, protagoniste troppo spesso messa da parte.

    La lettura è scorrevole, adatta non solo a un pubblico di adulti, ma anche ai giovani lettori che, proprio grazie all’esperienza dei propri coetanei, possono comprendere meglio come funziona il sistema giudiziario e le varie “conseguenze” che un’azione può portare.

    L’esposizione è resa più chiara dalla presenza di tabelle esplicative grazie alle quali i numeri saltano maggiormente all’occhio e i fatti associati acquistano maggiore peso.

    La cronaca e gli addetti ai lavori parlano chiaro: è proprio vero che i minori dai 14 ai 17 anni non sono in grado di intendere e volere?
    Crimini contro la persona e il patrimonio premeditati e portati avanti con freddezza, seguiti da scherno e atteggiamenti irrispettosi verso qualsiasi forma di autorità, forse, dimostrano il contrario. “E perché non abbassare l’età di impunibilità a 12 anni?”

    Questa è, e rimane, la domanda cardine di tutto il libro accompagnata da riflessioni nate anche alla luce dei nuovi fatti di cronaca che tendono a mescolare e confondere atti criminosi con l’altrettanto problematica piaga del bullismo.

    Reo o vittima: cosa succede all’uno e all’altro?
    Bullo o criminale?
    La rieducazione funziona veramente?

    Questo percorso di scoperta della giurisprudenza penale in ambito minorile troppo spesso lascia l’amaro in bocca e tante, tantissime nuove domande tra cui l’onnipresente e indelebile: esiste veramente la Giustizia?
    Per rispondere, almeno parzialmente, articoli di cronaca e lettere di ragazzi pentiti, a tratti realmente inconsapevoli delle conseguenze delle proprie azioni e desiderosi di riscattarsi.

    Un libro che, nonostante tutto, si chiude con la speranza della rieducazione e da una presa di coscienza: questi giovani hanno un’intera vita per riprendere in mano le redini del proprio futuro e di se stessi.

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