Covid-19: l’Istituto Superiore di Sanità pubblica i dati, ma non ci sono morti accertati e univoci

 

Anche oggi apro Internet ed è subito guerra.

Il Papa prega per la pandemia, nuovi casi registrati in Italia, nuovi morti, Facebook lancia una raccolta fondi per il Coronavirus.

Così mi sono detta, è ora che io vada a verificare quanti sono effettivamente questi morti.

Ora, per sapere quanti morti per Coronavirus ci sono, e quando dico ‘per’ intendo ‘a causa di’, non c’è fonte che tenga.

Si deve andare sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

Non il telegiornale, di certo non Facebook e tanto meno quelle orrende chat che tutti si scambiano con notizie agghiaccianti di morti tra atroci sofferenze.

Non le trasmissioni che stanno cavalcano l’onda per fare share, non i giornali che pubblicano bollettini assurdi e soprattutto, soprattutto non il governo.

Nessuno di questi è una fonte attendibile ed ufficiale come l’ISS.

E qui la prima notizia.

Covid-19: l’Istituto Superiore di Sanità pubblica i dati, ma nessuno sa interpretarli

 

quanti sono i morti di coronavirus

 

Avete letto bene, ma dato che come sapete su questo sito non trovate opinioni personali ma fonti, andiamo subito a spiegare.

Dire: in Italia ci sono stati 100 nuovi morti per Coronavirus solo ieri, non solo è una grande cavolata in termini di interpretazione medica e statistica, ma è anche un vero e proprio atto di terrorismo mediatico e psicologico.

Del resto il classico esempio del ‘se io ho due mele e tu nessuna, entrambi mangiamo una mela’, si applica perfettamente a questa situazione.

Esempio: ieri sono morte 100 persone (ma non ti dico per quale motivo). Queste 100 persone avevano tutti i capelli rossi.

Cosa ne deduci?

Che i capelli rossi sono stati la causa di morte, o comunque che hanno a che fare con la morte.

Ebbene, si tratta di quel dato che in statistica (cosa che i giornali e le tv ignorano, o forse sarebbe meglio dire omettono) si chiama ‘correlazionale’ e non ‘causale’.

Che vuol dire? Che i capelli rossi non sono la causa di morte, ma sono una cosa che le persone morte per atri motivi, avevano.

Chiaro il concetto?

Bene, andiamo ad analizzare i dati, e come sempre facciamo qui, vi riporto il grafico dell’Istituto di Sanità, perché non dovete credere nemmeno a me ma solo al vostro buon senso.

 

   Covid-19: l’Istituto Superiore di Sanità pubblica i dati, ma i morti dove sono?

 

 

Ecco qui la pagina specifica dell’Istituto Superiore di Sanità che parla del Coronavirus.

Dunque, ecco la foto che mostra i casi al 15 marzo.

Qui c’è il report completo.

Cosa notiamo?

Che sotto i 50 anni ci sono 2 casi di deceduti. 2 casi. Solo 2. Non medici in trincea negli ospedali, non migliaia di giovani intubati in fin di vita come dicono quelle orrende fake che girano.

Andiamo avanti:

  • il 9% dei deceduti ha tra i 70 e i 79 anni
  • il 16% dei deceduti ha tra gli 80 e gli 89 anni
  • il 19% dei deceduti ha più di 90 anni.
  • Quindi: il 44% dei deceduti, pace all’anima loro, sarebbe morto comunque, stava morendo già, sarebbe morto anche per un colpo d’aria.

Ma qui viene un dato ancora più interessante.

Non solo per quei deceduti, ma anche per i 2 sotto i 40 anni.

 

Andiamo a vedere le cause di morte riportate dall’Istituto Superiore di Sanità, non dal TG o dai social media.

Qui il report completo.

Vediamo subito che:

  • l’età media dei deceduti è di 79,4 anni
  • il 47% dei deceduti aveva almeno 3 o anche più patologie in atto (patologie come ictus, cancro, demenza, cardiopatia ischemica, diabete)
  • il 25,7% dei deceduti aveva 2 patologie in corso (sempre tra quelle)
  • il 26,1% dei deceduti aveva un’altra malattia in corso (sempre tra quelle).

Anche i 2 deceduti sotto i 40 anni.

Ecco qui:

Chiaro?

 

Covid-19: differenza tra tasso di contagio e tasso di mortalità

 

 

C’è un altro dettaglio che i malintenzionati omettono, ed è la differenza tra tasso di contagio e tasso di mortalità.

Prendiamo ad esempio due malattie specifiche: il virus ebola e il raffreddore.

Il tasso di mortalità è, su 100 persone, il numero di quelle morte per quella causa specifica. Il virus ebola in questo è terribile, perché la mortalità arriva al 70 % (cioè su 10 che si ammalano ne muoiono 7, ma di ebola, non di altre 5 patologie messe insieme).

Il tasso di contagio è  la velocità con cui si diffonde un virus. Il raffreddore in questo non si batte, perché basta uno starnuto ed è fatta. Con la differenza che per il raffreddore non esiste cura, e quindi sarebbe una malattia devastante perché si diffonde tantissimo e non ha cura.

Il Coronavirus? Traete le vostre conseguenze in base a quanto vi ho detto finora, ma traetele, perché ne va della vostra libertà.

E se volete contestare questi dati fatelo, ma non a me, all’Istituto Superiore di Sanità, perché qui c’è solo quello che dicono loro.

 

 

 

 

  

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2 commenti su “Covid-19: l’Istituto Superiore di Sanità pubblica i dati, ma non ci sono morti accertati e univoci

  1. “sotto i 50 anni ci sono 2 casi di deceduti. 2 casi. Solo 2. Non medici in trincea negli ospedali, non migliaia di giovani intubati in fin di vita come dicono quelle orrende fake che girano.”. Che relazione c’è tra intubati e morti? Intubare una persona è una prassi medica per tenerla in vita. Se non sono morti magari è proprio perché INTUBATI. Ma se i posti in terapia intensiva FINISCONO, anziché avere conteggio sugli intubati avremo su quelli morti (allora sì anche sotto i 50 anni).

    Alla fine della frase parla di “orrende fake news” come se avesse dimostrato qualcosa. Non ha dimostrato alcunché perché parla di intubati e sulle statistiche legge 0 morti. Mha… ripeto: è un’analisi che legge cose non scritte e spara “fake news” dove di fake è senz’altro la sua conclusione

    • simonaruffini il said:

      Quindi ancora non riesco a trovare una persona che commenta i dati.
      Io non concludo è questo il bello, riporto i dati ufficiali.
      Ma nessuno ci si confronta.

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