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USA: nuovo esame del sangue potrebbe scoprire Alzheimer 20 anni prima

Buon lunedì e buon inizio settimana a tutti!

Eccoci con la nostra Buona Notizia per cominciare la settimana nel modo giusto.

La buona notizia arriva dall’America e riguarda la salute. In particolare una delle malattie più terribili e destabilizzanti che esistano: l’Alzheimer.

Ebbene, la buona notizia è che i ricercatori della Washington University di St. Louis  hanno messo a punto un test del sangue per misurare i livelli della proteina beta-amiloide che caratterizza la malattia.  Analizzando proprio questi livelli sarebbero in grado di predire l’insorgenza della malattia con circa 20 anni di anticipo.

USA: nuovo esame del sangue potrebbe scoprire Alzheimer 20 anni prima

La portata di questa notizia è davvero rilevante, considerando quante persone nel mondo soffrono della malattia di Alzheimer. La ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista medica ‘Neurology’,

Ne parla il dottor Randall J Bateman, professore di neurologia presso la facoltà di medicina dell’Università di Washington, che dice:

In questo momento stiamo facendo delle prove cliniche su persone con scansioni al cervello, che richiedono molto tempo e denaro, e far iscrivere partecipanti richiede anni. Ma con un esame del sangue potremmo potenzialmente esaminare migliaia di persone al mese. Ciò significa che possiamo ottenere più iscrizioni ed in modo più efficiente, il che ci aiuterà a trovare i trattamenti più rapidamente e potrebbe avere un impatto enorme sulla malattia stessa e sulla sofferenza umana che ne deriva.

USA: come si è svolto lo studio che può diagnosticare l’Alzheimer 20 anni prima

Lo studio ha coinvolto 158 adulti di età superiore ai 50 anni, di cui solo 10 non avevano disturbi cognitivi.

Si è proceduto prelevando dei campioni di sangue ed effettuando una scansione cerebrale con tomografia ad emissione di positroni (cioè la PET) a tutti i partecipanti.

Il passo successivo è consistito nel rilevare la presenza o meno della proteina beta-amiloide.

Ebbene. Il risultato promettente è stato che quasi nel 90% dei casi c’è stata una correlazione tra la presenza di questa proteina e i risultati sia dell’esame del sangue che della PET.

Alzheimer: quali sono i principali fattori di rischio

Per quanto riguarda l’Alzheimer, esistono purtroppo dei fattori che vengono considerati ‘a rischio’. Ciò significa che spesso si accompagnano all’insorgenza della malattia. Ecco perché l’esame del sangue che può predire l’Alzheimer circa 20 anni prima è importantissimo.

  1. Età: dopo i 65 anni, aumenta la possibilità di sviluppare la malattia. Si raddoppia addirittura ogni cinque anni
  2. La variante genetica chiamata APOE4 aumenta il rischio di sviluppare la malattia da tre a cinque volte
  3. Sesso: su tre pazienti con l’Alzheimer, due sono donne.

L’aspetto fondamentale della ricerca poi è stato proprio quello di incrociare i dati dei diversi test.

Infatti, in alcuni casi il sangue era positivo per la beta-amiloide, ma non per la scansione del cervello.

Inoltre, alcune persone che al momento erano risultate negative, sono poi risultate positive Ecco il valore del test.

Mentre la scansione non sempre è significativa, l’esame del sangue è riuscito ad individuare una criticità anche se la scansione non rilevava nulla.

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