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Delitto Pasolini/ Legale famiglia Pasolini: silenzio assordante, si archivi

“Che cosa sta facendo la Procura della Repubblica di Roma?”

Roma, 3 nov. (TMNews) – “In un silenzio quasi assordante dei mezzi di comunicazione si è perso dopo 39 anni il ricordo dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini”.
Così afferma in una nota l’avvocato Stefano Maccioni, difensore di Guido Mazzon, cugino del grande scrittore e regista ucciso il 2 novembre del 1975.

Della vicenda “forse se ne è parlato troppo e male e questo ha contribuito a creare la divisione tra coloro che ricercano ad ogni costo la verità e coloro che invece si sono appagati della ricostruzione parziale fornita dai giudici. Quello che è certo è il ritardo oramai inescusabile con il quale la magistratura non riesce a far luce sul delitto”.

Il penalista sottolinea come su sua iniziativa e della criminologa Simona Ruffini venne a suo tempo presentata l’istanza che ha portato alla riapertura delle indagini. “Il 10 maggio 2010 il Ris dei carabinieri di Roma ha iniziato l’esame dei reperti custoditi al museo criminologico di Roma, come la maglia indossata”.
A parere del penalista sullo sfondo c’è “un legame tra tre delitti eccellenti quello di Enrico Mattei, quello di Mauro de Mauro e quello di Pasolini”.

Il legale ricorda una serie di “elementi concreti” prospettati agli inquirenti, a cominciare da alcune sentenze che hanno riguardato il caso del giornalista dell’Ora.

“Ma a distanza di 39 anni dall’omicidio e di cinque dalla riapertura delle indagini, ed alla luce di tutti gli elementi raccolti, a nome dell’unica persona offesa presente nel processo vorremmo sapere perché non si procede a richiedere l’archiviazione del procedimento, qualora secondo il pubblico ministero non si ravvisino elementi tali da poter sostenere l’accusa in giudizio, oppure si proceda ad esercitare l’azione
penale, come prevede il nostro codice di procedura penale.

Questo silenzio è terribile e continua ad alimentare il caos di ricostruzioni fantasiose sul delitto”.

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