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Cristoforo Colombo: perché onoriamo ancora questo sanguinario personaggio?

Cristoforo Colombo: perché onoriamo ancora questo sanguinario personaggio?

Cristoforo Colombo: perché onoriamo ancora questo sanguinario personaggio?

Questa è la vera domanda che dobbiamo farci.

Continuiamo la nostra inchiesta sulla vera scoperta dell’America, che oramai sappiamo non è avvenuta per mano (mano sanguinaria oltretutto) di Cristoforo Colombo.

Scriviamo oggi delle cose molto interessanti che possono farvi nascere quella piccola scintilla del dubbio.

Ci sono in effetti diverse prove che dimostrano come l’America fosse un posto già ben noto molto ma molto prima di questo personaggio.

Le vedremo in uno dei prossimi articoli.

Oggi parliamo della figura di Colombo, che andrebbe veramente depennata dai libri di scuola per crimini di guerra.

Terrore e sterminio tra gente pacifica

È vero o no che a scuola Cristoforo Colombo viene presentato come un santo che per opera della chiesa (santa pure lei) ha portato la verità e la giustizia nonché la vera fede tra popolazioni di sanguinari indiani feroci e senza Dio?

Sì che è vero.

Eppure consideriamo questo:

Colombo arrivò sulle spiagge delle Bahamas il 12 ottobre 1492

Qui si imbatté in gente pacifica, che viveva in armonia con l’ambiente (loro sì, non Colombo e il suo popolo). Questi indiani erano i Lucayans, i Taino e gli Arawak. E lo dice anche il vecchio Cris, nel suo diario:

sono un popolo affascinante, intelligente e gentile. I gentili Arawak sono eccezionali nella loro ospitalità. Essi si offrono di condividere con chiunque, e quando si chiede qualcosa non dicono mai di no. Gli Arawak non posseggono armi. La loro società non ha prigioni, né criminali né prigionieri. Sono così di buon cuore che il giorno in cui la Santa Maria naufragò, gli Arawak lavorarono per ore per salvare il suo carico e il suo equipaggio. I nativi furono così onesti che nessuna cosa sparì

Nonostante ciò:

Cristoforo Colombo: perché onoriamo ancora questo sanguinario personaggio?

Colombo, subito subito:

confiscò immediatamente la loro terra per la Spagna

li ridusse in schiavitù per farli lavorare nelle sue miniere d’oro

Figuriamoci cosa avrebbe fatto se non gli avessero fatto una buona impressione!

Dopo soli due anni 125.000 (la metà della popolazione), degli indigeni dell’isola erano morti.

Ma Cris non si fermò qui:

Supervisionò la vendita di ragazze native ridotte in schiavitù sessuale (andavano per la maggiore quelle di 9 anni per inciso)

Lo scrisse pure, ancora nel suo diario:

Un centinaio di castellanoes sono così facilmente ottenuti per una donna come per una fattoria, ed è assai universale che ci siano molti commercianti che vanno in giro in cerca di ragazze. Adesso c’è la richiesta di quelle da nove a dieci anni

Oggi come oggi sarebbe un reato, no?

Eppure continuiamo a celebrarlo a scuola, e se alal domanda ‘Chi ha scoperto l’America’ non rispondiamo ‘Colombo l’eroe’, ci becchiamo un brutto voto.

100 indiani si tolsero la vita, il primo suicidio di massa

Cristoforo Colombo: perché onoriamo ancora questo sanguinario personaggio?

Cris non era tenero con gli insubordinati.

Del resto perché dovresti lamentarti se vivi pacifico e arriva qualcuno a toglierti tutto e a farti lavorare fino allo sfinimento, violentando le tue bambine?

Mah, pure questi indiani però…

Fatto sta che a chi protestava si tagliavano le mani e le si annodavano attorno al collo per divulgare il messaggio.

Se un nativo resisteva alla schiavitù, gli si tagliava il naso o un orecchio.

Se gli schiavi cercavano di scappare Colombo li bruciava vivi.

Si dice anche che gli spagnoli dessero in pasto bambini Arawak ai propri cani.

Ora, se gli indiani fossero stati questi mostri assassini, che avrebbero fatto?

Quello che avrebbe fatto chiunque, un bel calcio nel sedere a Cris.

E invece loro si uccisero.

100 di loro commisero un suicidio di massa.

Le testimonianze incredibili degli uomini di Colombo

Bartolome De Las Casas diari dei viaggi di colombo

Non credete a queste cose?

Certo, perché sono atroci.

Eppure i suoi stessi uomini le hanno denunciate.

Uno per tutti, il famoso ‘Bartolome De Las Casas‘.

Bartolome De Las Casas era uno degli uomini di Cris, talmente inorridito dalle atrocità commesse dal bravo eroe che smise di lavorare per lui e passò dalla parte del ‘nemico’.

Diventò un sacerdote, e scrisse die diari, descrivendo gli Spagnoli sotto il comando di Colombo come uomini che

Tagliavano le gambe dei bambini che correvano da loro, per testare l’affilatezza delle loro armi. In un sol giorno i soldati spagnoli smembrarono, decapitarono o violentarono 3000 persone native. Tali disumanità e barbarie furono commesse ai miei occhi come nessun’altra età al confronto. I miei occhi hanno visto questi atti così estranei della natura umana che adesso Io tremo mentre scrivo.

Così passò il resto della sua vita cercando di proteggere il popolo nativo.

Almeno fino a quando non fu sterminato del tutto.

Ma continuiamo ad onoralo, no?

N.B. Le informazioni sono prese da un articolo di Ruggero Marino

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