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Bail in, ministro Tria: ‘L’Italia fu ricattata dalla Germania

Ecco cosa mi piace della rete, che trovi davvero di tutto.
Forse è passato inosservato, non a noi è ovvio.
Cosa?
Se io dico che la Germania ci tiene sotto ricatto per salvare le banche a scapito dei privati cittadini sono pazza giusto?
Ma se lo dicesse il nostro attuale ministro dell’Economia Giovanni Tria sarebbe un’altra cosa vero?
Certo, direte voi, ma non accadrà mai.
E invece è proprio quello  che è successo…ascoltate qui!
Il ricatto della Germania: introducete il Bail in o vi facciamo fallire

Forse siamo talmente abituati ad essere sopraffatti dalle banche che non ci siamo resi conto di quello che è stato detto.

Voglio dire, in Francia i ‘gilet jaunes’ hanno messo sottosopra una nazione per le tasse sulla benzina e noi accettiamo tranquillamente una cosa del genere?

Sì, ma che cosa direte voi?

Si parla del ‘Bail-in‘: una legge introdotta in Italia e in Europa nel 2016 per salvare le banche.

Non i privati cittadini che si uccidono ogni giorno a causa delle banche, ma le banche.

Ok, andiamo avanti.

Non è che fossero, questo va riconosciuto, tutti d’accordo.

Lo stesso precedente ministro Saccomanni storse il naso.

E qui il ricatto che si può riassumere così:

Bail-in: Se non accettate la legge salvabanche diciamo a tutti che le vostre banche stanno per fallire

Bail in, ministro Tria: 'L'Italia fu ricattata dalla Germania

Ricorda tanto un ricatto che si fa tra bambini, ma qui l’ironia c’entra davvero poco.

Il meccanismo è semplice nella sua perversione.

Le nostre banche tutto sommato stanno bene (e grazie, campano grazie ai nostri soldi).

Però la Germania vuole speculare sulle sue di banche, perché ha tanti investimenti nel nostro paese.

Così decide che serve una legge per salvarle in caso di difficoltà (ma a noi chi ci salva?).

Così ci propone la cosa, e noi gli facciamo una bella pernacchia.

Allora la Germania dice che se non accettiamo la legge andrà in giro a dire a tutti che le nostre banche non sono solide (anche se non è vero).

Capite che è successo?

La percezione del rischio può far fallire una banca anche se questa non è a rischio!

Già, perché qui si basa tutto sul virtuale.

Il ministro dell’economia tedesco Wolfgang Schaeuble, così dice Tria, avrebbe paventato il rischio che si diffondesse la notizia che l’Italia non avrebbe avallato la nuova normativa per paura sulle condizioni di salute delle sue banche.

Bail-in: la norma salvabanche una settimana prima del salvataggi di Banca Etruria

Bail in, ministro Tria: 'L'Italia fu ricattata dalla Germania

E chiudiamo con la chicca.

Perché anche la tempistica è importante.

La “Bank recovery and resolution directive” (Direttiva 2014/59/UE) fu approvata dall’Europarlamento e dal Consiglio europeo nel maggio del 2014 e in Italia fu recepita con legge dello stato il 16 novembre del 2015.

Quando?

Una settimana prima che venissero salvate quattro banche minori (Banca Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti).

Da allora la legge, che non è cambiata, permette (diciamo obbliga?) gli stati di intervenire a sostegno di una banca in crisi solo dopo che la banca abbia provveduto a coprire almeno l’8% delle passività.

Come?

Grazie a :

  1. le azioni
  2. le obbligazioni subordinate
  3. le obbligazioni senior
  4. i conti correnti e deposito sopra i 100.000 euro e solo relativamente alla quota eccedente tale soglia (cioè noi).

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